Consiglio regionale
del Piemonte




Relazione al Disegno di legge regionale n. 577.

Istituzione in Piemonte delle agroteche regionali



1. L'agricoltura piemontese e il suo contesto; gli elementi, i valori, le peculiarita' rappresentati.

L'articolazione territoriale del Piemonte, che va dai massicci alpini fino ai confini del mar Ligure, dispiegandosi per montagne, vallate, sistemi collinari, fertili pianure, determina una serie di condizioni pedoclimatiche e consente una vasta e variegata produzione agricola, agroalimentare, zootecnica.
Come risulta dall'ultimo censimento vi sono in Piemonte 121.000 aziende agricole, zootecniche e forestali con una superficie totale di 1.526.000 ettari di cui 1.068.299 di SAU ripartiti tra montagne (26%), collina (29%), pianura (45%).
Dunque buona parte dell'agricoltura si svolge in montagna e collina dove e' preponderante il lavoro e la presenza dell'uomo; e comunque c'e' una prevalenza di piccole e medie aziende e allevamenti; infatti se aggiungiamo ai 120.000 conduttori i loro famigliari (anche se non tutti lavoranti in azienda) sono quasi 300.000 le persone dell'ambito agricolo e rurale.
La ricchezza e la complessita' del Settore lo si puo' rilevare anche dai seguenti dati:
- 910.00 capi bovini, buona parte dei quali di razze autoctone come la Piemontese, Bruna Alpina, Valdostana, Pezzata rossa d'Oropa, Tortonese, ecc.;
- 100.000 capi ovini di razze quasi tutte autoctone: Biellese, Frabosana, Sambucana, Delle Langhe;
- 57.000 caprini (buona parte delle razza Alpina Comune e in parte di razza Vallesana, Roccaverano, Sempione);
- 1.063.000 capi suini;
- 1,7 milioni la consistenza dei conigli (tra cui il Grigio di Carmagnola);
- 14 milioni la consistenza avicola (che comprendono due razze autoctone: la Gallina Bionda piemontese e la Gallina Bianca di Saluzzo e Cavour); in tale ambito si citano anche i Capponi di Morozzo, Vesime, San Damiano d'Asti;
- 370 Prodotti agroalimentari tradizionali censiti, catalogati e riconosciuti dalla Regione, tra i quali: 109 frutta e ortaggi, 55 formaggi, 72 carni e salumi, 100 dolci, focacce;
- 46 vini DOC e 8 DOCG derivanti quasi tutti da vitigni autoctoni (sono oltre 200 i vitigni catalogati in Piemonte);
- 9 formaggi a DOP ;
- la Nocciola Piemonte IGP ;
- 15 DOP (prodotti vari) e 11 IGP in attesa di riconoscimento;
- il grande sistema produttivo del riso; tale coltura si estende su circa 110.000 ettari che copre quasi l'intera pianura del Vercellese, Novarese, Biellese e parte dell'Alessandrino; qui si produce oltre il 50% del riso italiano con pregiate varieta' come Caranaroli, Baldo, Balilla, S. Andrea, Vialone Nano, Arborio.
Altri elementi significativi sono:
- 300 cooperative agricole e agroalimentari;
- 5.150 Aziende alimentari artigiane;
- 8.000 Aziende agroindustriali.
Una eccellente e rinomata enogastronomia esaltata dalle qualita' dei prodotti di base: vini, carni, formaggi, salumi, ortaggi e altri prodotti preziosi come i tartufi, lumache, funghi, miele, nocciole, castagne.
Altre produzioni minori, ma rinomate sono ad esempio le piante officinali e quelle florovivaistiche che caratterizzano ad esempio il territorio del Lago Maggiore con le tipiche produzioni di rododendri, azalee, camelie, petunie.
Un sistema Piemonte determinato da una qualita' intrinseca dei prodotti, da una accorta politica sui controlli, la tutela, l'incentivo ai marchi, certificazioni, denominazioni, la tutela e la valorizzazione del paesaggio agrario e rurale, dell'ambiente, la tutela della biodiversita' delle coltivazioni vegetali e delle razze animali; del resto lo stesso Piano di Sviluppo Rurale del Piemonte 2000-2006, lo strumento piu' importante e cospicuo di intervento (prevede investimenti nei 7 anni di circa 900 milioni di euro), destina buona parte di tali risorse su misure Agroambientali: produzione integrata e biologica, incremento habitat naturali e dei pascoli, il benessere degli animali, lo sviluppo delle razze in pericolo di estinzione, l'uso turistico ricettivo paesaggistico e ambientali delle aziende agricole, ecc. Il Piano prevede inoltre misure a sostegno delle attivita' forestali, della tutela del patrimonio rurale, l'incentivo a strutture e servizi per le zone rurali e montane; la diversificazione produttiva su turismo e artigianato delle infrastrutture rurali.
Oltre a cio' il Piemonte dispone di paesaggi agrari e rurali fascinosi e interessanti, dagli alpeggi con i Margari, alle vallate alpine e prealpine, ai vari sistemi collinari, alle pianure; territori modellati e ispirati dell'agricoltura e i suoi prodotti, costellati di piccoli comuni e frazioni a prevalente economia agricola e rurale, ricchi di storia, arte, tradizioni e folclore popolare. Territori che durante l'anno offrono centinaia di iniziative, manifestazioni, sagre, rassegne, mostre, fiere legate all'agricoltura, all'enogastronomia. Infatti e' rilevante e si sviluppa sempre piu' il fenomeno del turismo rurale, agrituristico ed enogastronomico che comprende attualmente diverse centinaia di migliaia di persone, molte delle quali straniere, che annualmente affollano tali territori. A tal proposito si ricorda anche del sistema della L.R. 37/80 costituito attualmente da 10 Enoteche regionali e 25 Botteghe del vino che svolgono una preziosa attivita' di valorizzazione dei territori del vino, ai quali si aggiunge anche quella svolta dall'Enoteca del Piemonte.
Sono innumerevoli i soggetti istituzionali e non costituiti con lo scopo di tutelare e valorizzare i quegli elementi e peculiarita' che l'agricoltura, l'ambiente rurale, i prodotti agroalimentari e zootecnici rappresentano per il mantenimento e lo sviluppo di tante parti del territorio. Tanti di questi sono i soggetti che operano nel campo di quella che si definisce la cultura materiale e che collaborano con la Regione: Slow Food con le attivita' del Salone del Gusto, l'Universita' di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e la Banca del Vino, i progetti di Educazione Alimentare con le scuole; ed ancora il Grinzane Cavour e il suo Parco Culturale, l' ICIF di Costigliole d'Asti.
Il Piemonte dunque si pone come regione d'avanguardia e punto di riferimento per quel crescente numero di cittadini, utenti, consumatori attenti e interessati non solo si prodotti agroalimentari di qualita', tipici, tradizionali, biologici, certificati, ma anche al loro ambito produttivo e territoriale, a conoscere il paesaggio, le aziende e gli uomini.
Il settore agricolo rappresenta dei valori e delle potenzialita' che vanno ben oltre quello intrinseco economico delle sue produzioni; esso caratterizza, ispira grandi parti del territorio regionale per aspetti ambientali, infrastrutturali, paesaggistici, basti pensare alle aree del riso o agli allevamenti con pascoli e alpeggi; aree e sistemi produttivi che significano spesso preziose attivita' artigianali e tradizionali, basti pensare alle centinaia di prodotti in formaggi, salumi, carni; e poi la vasta e variegata gastronomia legata ai vari prodotti con le specialita' e piatti tipici e tradizionali; tutto cio' significa anche storia, tradizioni, cultura, sapori, riti e miti che sono preziose attrattive turistiche e conoscenze di grande interesse culturale e didattico (sono temi questi che coinvolgono sempre piu' anche le nuove generazioni specie nell'ambito scolastico, basti pensare ai succitati progetti di educazione alimentare e le tante iniziative didattiche e divulgative svolte da varie istituzioni locali ed organizzazioni professionali).
Altro aspetto importante e di emblematica attualita' e' quello della biodiversita'; il Piemonte infatti, come gia' ricordato, significa anche tutela e salvaguardia del suo grande patrimonio in cultivar vegetali locali e di razze animali bovine, ovine, caprine, avicunicole, molte delle quali autoctone.
2. La proposta di una legge regionale che promuova e incentiva la costituzione delle Agroteche regionali.

Con il presente Disegno di legge si intende tutelare e valorizzare quegli elementi, valori e peculiarita' rappresentati dall'agricoltura piemontese e dai suoi comparti produttivi, cosi' come ampiamente descritti in questa relazione e indicati nell'art.1 del presente Disegno di legge attraverso la promozione e l'incentivazione della costituzione delle Agroteche regionali.
Ciascuna struttura avra' come denominazione "Agroteca regionale" seguita dal nome del prodotto o comparto produttivo rappresentato; ad esempio Agroteca regionale del riso, Agroteca regionale dei formaggi, agroteca regionale della carne bovina o della zootecnia, etc.
Sono esclusi i vini e la viticoltura sui quali operano le Enoteche regionali con la Legge Regionale 37/80.
Le Agroteche regionali si configurano come strutture e sedi per svolgere attivita' di ricerca, di tutela, informazione, divulgazione, valorizzazione, promozione di tutti quegli elementi e valori rappresentati e ispirati dal prodotto o comparto produttivo di riferimento.
Luoghi aperti al pubblico che sono un mix tra museo attivo, laboratori, aree espositive e di incontro ove poter fare varie attivita' di ricerca, conoscenza, divulgazione, valorizzazione riferite a:
- contesto ambientale, paesaggistico, pedoclimatico, infrastrutturale;
- contesto produttivo (criteri e tecniche di lavorazione, di allevamento, elementi della filiera produttiva, trasformazione artigianale e agroindustriale, etc...);
- influenze e connessioni con la storia, la cultura, le tradizioni, il folklore, l'evoluzione economica e sociale dei territori di riferimento;
- educazione agroambientale, educazione alimentare, laboratori del gusto;
- ristorazione tematica e specializzata per valorizzare l'enogastronomia derivante e ispirata dai prodotti e dai territori rappresentati dall'Agroteca regionale.
Esse inoltre possono svolgere comunque un importante ruolo nella accoglienza e nella informazione ai turisti e ai visitatori.
Da tutti questi elementi, dunque, si puo' dedurre che l'Agroteca regionale non e' una struttura che svolge attivita' commerciale e di lucro, non fa mera promozione di singoli prodotti agricoli o agroalimentari, ma svolge, tramite il prodotto o comparto rappresentato, una variegata opera di tutela e valorizzazione del territorio di riferimento nei suoi componenti complessivi.
Proprio per queste funzioni e finalita' "generali" e "pubbliche" che andrebbe a rivestire, e' previsto che l'Agroteca regionale sia promossa e costituita da Enti pubblici, Enti locali e di diritto pubblico: Province, Comuni, C.C.I.A.A. , ATL , Aziende di promozione turistica, etc.; ovviamente sono previsti anche altri Enti ed organizzazioni economico sociali; in tale ambito un ruolo importante lo assumono le Province, individuate come enti promotori nel processo di costituzione delle Agroteche regionali.
La prevalenza del "Pubblico" garantirebbe le suddette finalita' e le esigenze finanziarie, per le quali comunque il Disegno di legge prevede l'intervento della Regione che assicura l'assistenza e la collaborazione alle Province nella fase propedeutica la costituzione delle Agroteche Regionali, provvede al loro riconoscimento e puo' concedere contributi finanziari fino al 50% per le spese di costituzione, strutture, attrezzature e per i programmi di attivita'.
Si precisa infine che i contributi sono assoggettati al parere favorevole della Unione europea ai sensi dell'art. 87 del Trattato.

Relazione tecnica ai sensi dell'art. 26 della l.r. 7/2001.

1) Individuazione dell'oggetto e delle finalita' del D.D.L.

La Regione si propone di promuovere la costituzione delle Agroteche Regionali, nuove strutture con il fine di valorizzare le realta' agricole e agroalimentari e quei valori ed elementi che in quel territorio essi rappresentano o sui quali incidono come l'ambiente, il paesaggio, il territorio rurale, l'enogastronomia, storia, tradizioni, ecc.
Ciascun Agroteca dovra' avere come riferimento e rappresentativita' un prodotto o comparto produttivo agroalimentare e zootecnico significativo del Piemonte; il processo di individuazione e costituzione delle Agroteche regionali prevede la partecipazione di enti pubblici e privati e un ruolo di coordinamento svolto dalle Province, in base a criteri e norme specificate nella legge e delle relative istruzioni per l'applicazione.

2) Analisi degli obiettivi dell'intervento
a) Quali esigenze della collettivita' si intendono soddisfare
La Regione, con la creazione delle Agroteche Regionali, si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:
- valorizzare le produzioni agricole, agroalimentari e zootecniche;
- sostenere la crescita e lo sviluppo dei territori di riferimento negli aspetti turistici, enogastronomici, ortofrutticoli e nelle qualita' ambientali e paesaggistiche;
- divulgare nei confronti del cittadino, turista, consumatore le qualita' intrinseche ed estrinseche dell'agricoltura e dei suoi prodotti: la storia, le tradizioni, i sistemi di lavorazione, la tutela del paesaggio agrario e rurale, le biodiversita', l'educazione alimentare e al gusto;
- potenziare le strutture di accoglienza e informazione per quel gran numero crescente di persone interessate al turismo rurale ed enogastronomico.
b) Quali sono i destinatari, diretti e indiretti, della proposta normativa Enti locali, enti pubblici territoriali, rappresentanti della produzione agricola e altre organizzazioni economiche e professionali interessate.
c) In quale modo il D.D.L. intende perseguire gli obiettivi.
Tramite la partecipazione degli enti interessati, coordinati dalle Province, si procede alla individuazione delle Agroteche regionali e alla loro costituzione; la Giunta Regionale inoltre, con le istruzioni per l'applicazione, da' indicazioni per la redazione degli Satuti, la gestione e per il loro finanziamento.

2.1) Esame del contesto socio economico
a) Verificare la razionalita' degli obiettivi sotto il profilo economico.
Anche sotto il profilo economico gli obiettivi si ritengono razionali poiche', pur trattandosi di azioni generali e immateriali, essi avranno notevoli effetti benefici e quindi risulterebbero rilevanti le relative ricadute economiche sui settori coinvolti: agricoltura, turismo, artigianato, enogastronomia, ecc.
b) Indicare se il perseguimento degli obiettivi previsti puo' produrre effetti collaterali trattandosi di azioni generali e immateriali, non legate direttamente alle imprese, gli effetti risultano tutti generali e collaterali.
c) Valutare attraverso la predisposizione del d.d.l. la necessita' di fornire un quadro normativo certo al fine di disciplinare nuove realta' socioeconomiche.
Considerato il gran fervore sui temi della valorizzazione dell'agroalimentare e dei suoi territori ma anche la frammentarieta', l'episodicita', la diversita' di iniziative, promosse e proposte da Enti locali, Enti e organizzazioni pubbliche e private, si e' ritenuto di fornire a tali soggetti, un riferimento legislativo preciso e definito e uno strumento di intervento coerente.
d) Rilevare la ricaduta degli effetti economici della proposta normativa, evidenziando gli aspetti in ambito economico sui quali la proposta di normativa puo' incidere.
In relazione a quanto indicato al precedente punto 2.1 a), si puo' prevedere un aumento del valore economico e quindi della remunerazione dei prodotti agroalimentari, cioe' il previsto riconoscimento dei valori aggiunti risultati anche dall'opera della Agroteca, nonche' gli introiti derivanti dal flusso turistico e di visitatori sul territorio rappresentato.
e) Verificare l'adeguatezza degli effetti economici prefigurati in relazione agli obiettivi.
Il tipo e la quantita' degli interventi e investimenti sono tali da consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti.
f) Analizzare la coerenza e le compatibilita' finanziaria degli obiettivi con la destinazione delle risorse.
Vi e' coerenza e compatibilita' finanziaria tra gli obiettivi previsti e le risorse finanziarie destinate.

3 ) Analisi degli aspetti contabili e finanziari
a) Determinazione delle totalita' dei costi connessi all'attuazione della proposta.
I costi previsti nel d.d.l. ammontano a euro 500.000,00 nel triennio 2004-2006.
b) Individuazione dei metodi per la quantificazione dei costi complessivi.
I costi complessivi saranno il risultato della somma degli investimenti predisposti dagli Enti costitutori promotori delle Agroteche regionali, con quelli predisposti della Regione secondo le istruzioni per l'applicazione della legge. In particolare si puo' rilevare quanto segue: nel 2004 e' prevedibile la costituzione di una agroteca regionale; nel 2005 di due agroteche e due nel 2006; le cifre indicate sono il frutto di una stima-deduzione delle spese a cui far fronte per ciascuna agroteca e cioe', spese per la costituzione (studi, consulenze, prestazioni notarili, fiscali, ristrutturazione sedi, arredi, attrezzature) e spese per le prime attivita'.
c) Definizione delle risorse con cui far fronte.
Alla copertura delle spese si provvede con fondi regionali, ai sensi dell'art. 30, comma 1, della Legge Finanziaria regionale 4 marzo 2003, n. 2.
d) Indicazione delle previsioni afferenti al bilancio pluriennale.
Il d.d.l. prevede uno stanziamento di euro 100.000,00 per l'anno 2004, di euro 200.000,00 per l'anno 2005 e di euro 200.000,00 per l'anno 2006.