Relazione alla Proposta di legge regionale n. 492.
Provvedimenti urgenti in materia di edilizia sanitaria relativamente all'Azienda Ospedaliera "Ospedale Maggiore della Carita'" di Novara
L'allora candidato-Presidente Ghigo, in occasione della campagna elettorale regionale dell'aprile 2000, nell'Aula Magna dell'ospedale "Maggiore" di Novara, annuncio' che una delle priorita' fondamentali di questa legislatura sarebbe stata quella del nuovo ospedale "della Carita'".
Arrivati oggi a meta' legislatura, costruita in sede locale la necessaria unanimita' istituzionale tra il Comune, la Provincia e l'Universita'; formulata dalla Giunta Regionale la successiva presa d'atto di tale unanimita', attraverso la delibera che manifesta la volonta' di procedere; il PdL, a firma dei sottoscritti Consiglieri regionali, aperto a tutti i contributi che dovessero convergere in itinere, individua un percorso legislativo, attraverso il quale intende formalizzare la volonta' di procedere in tale direzione, i tempi, i modi e le ipotesi di finanziamento attraverso le quali promuovere l'avvio dei lavori relativi al nuovo ospedale.
L'ipotesi di finanziamento proposta, assolutamente compatibile con la programmazione in atto del Governo Ghigo, con la Finanziaria in corso di approvazione in Consiglio regionale e con i bilanci, preventivo 2003 e triennale 2003-2005, e' all'attenzione del Consiglio regionale in questi giorni e i provvedimenti finanziari, presumibilmente arricchiti ma non stravolti, diventeranno legge entro febbraio del corrente anno.
Il PdL prevede lo studio di fattibilita', il suo finanziamento sul bilancio 2003 e l'accordo di programma Regione Piemonte - Comune di Novara, con il necessario coinvolgimento dell'Amministrazione Provinciale e dell'Universita' del Nord-Ovest; prevede altresi' la individuazione dell'area sulla quale ubicare la nuova struttura, la conseguente alienazione dell'intera area sulla quale insiste l'attuale ospedale Maggiore della Carita', i tempi e i modi attraverso i quali realizzare la nuova struttura, da ultimarsi presumibilmente entro il 2010.
Per quanto concerne il finanziamento della intera opera, il cui costo stimato si aggira intorno ai 280 mln di euro, l'ipotesi, prospettata nel PdL, prevede di attingere, in parte a fondi regionali (art. 20 Finanziaria 88, disponibilita' complessiva 96 mln di euro); in parte ad altri fondi statali nel frattempo eventualmente assegnati; in parte a fondi di edilizia sanitaria previsti nel bilancio triennale 2003-2005 ( disponibilita' complessiva 50 mln di euro nel 2003, altrettanti sia nel 2004 sia nel 2005); in parte ancora (circa 50 mln di euro) come proventi della alienazione patrimoniale della attuale struttura; infine, a fondi da investire attraverso operazioni di project financing, da raccogliere attraverso il coinvolgimento di privati novaresi e istituti bancari quali, in ipotesi, gli sportelli locali Banca Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare di Intra, Gruppo Intesa e UniCredito.
I proponenti sono certi che, nella attuale realta' socio-economica del Novarese, a pochissimi minuti di auto o di servizi pubblici dall'aeroporto internazionale di Malpensa, nelle prospettive di sviluppo della citta' e del suo hinterland, posti dalla geografia e dalla storia al centro di grandi strategie di evoluzione sull'asse Mi-To, sul confine di cerniera tra le regioni Piemonte e Lombardia, baricentro nodale delle infrastrutture trasportistiche sia su gomma sia su ferro e della linea strategica dell'Alta Capacita', il nuovo ospedale possa e debba costituire una moderna struttura sanitaria in grado di rispondere, in modo efficace, ai bisogni di salute dei novaresi, e non solo.
La nuova e modernissima struttura che nascera' si propone ad un bacino di utenza piu' vasto che, rispondendo alle esigenze di ricerca scientifica della neonata Universita' del Nord-Ovest, costituisca altresi' una turbina economica che, attraverso le prestazioni sanitarie erogate, non solo inverta il trend dei quattrini che dalla Sanita' piemontese, varcando il Ticino, finiscono nelle casse della vicina Lombardia, ma si ponga l'ambizioso obiettivo di alimentare, con flussi finanziari di traffico e di indotti, l'economia del Novarese e della nostra Regione nel suo complesso.