Relazione al Disegno di legge regionale n. 437.
Modificazioni alla legge regionale 5 novembre 1987, n. 55 (Requisiti minimi dei laboratori di analisi di cui al D.P.C.M. 10 febbraio 1984)
I laboratori di analisi cliniche privati, autorizzati ai sensi della l.r. 55/87, sono distribuiti soprattutto nell'area torinese, ed hanno in media una dimensione, valutata sul volume di attivita' annuo, insufficiente per poter sostenere i cospicui investimenti richiesti dalla continua innovazione tecnologica. L'apertura, pertanto, di punti prelievo esterni permettera' una migliore distribuzione del servizio agli utenti sul territorio regionale, e favorira' contemporaneamente il necessario consolidamento dell'attivita' in termini sia di volume che della qualita' analitica, in accordo con quanto suggerito dalle norme sull'accreditamento dei laboratori analisi e soprattutto in linea con quanto si sta verificando anche per i laboratori pubblici.
Inoltre, per quanto concerne il trasferimento dei campioni biologici, lo stesso e' stato oggetto di un provvedimento da parte del Consiglio regionale (DCR n. 354-19087 del 11.12.96) che ne ha regolamentato le modalita' e responsabilita' per la sua effettuazione, in quanto trattasi di materiale che per la sua peculiarita' necessita della massima attenzione relativamente alle fasi di protezione, trasporto e consegna.
La possibile apertura di nuovi punti prelievo non dovrebbe comportare nessun aumento della spesa sanitaria per la diagnostica di laboratorio, in quanto le richieste di esami risultano, negli ultimi anni, pressoche' costanti, ma la presenza di un punto prelievo puo' costituire un beneficio per gli utenti relativamente alla comodita' di ubicazione sul territorio.
Considerato che tale attivazione interessa essenzialmente i laboratori privati (l'organizzazione attraverso punti prelievo e' presente da anni nella rete pubblica), che oggi eseguono meno del 20% degli esami e, considerata anche la costanza della domanda, che e' il risultato di una attivita' prescrittiva da parte dei medici di famiglia, svolta con criteri di appropriatezza clinica, la maggiore facilita' di accesso non dovrebbe determinare, di per se' un aumento o un abuso della domanda, ma, potra' tutt'al piu' causare un lieve spostamento di attivita' dal pubblico al privato, mantenendosi appunto, costante il volume complessivo delle richieste.
Va inoltre precisato che la domanda di esami di laboratorio e' ampiamente soddisfatta anche sotto il profilo dei tempi di attesa, in quanto quasi il 90% dei servizi e' ad accesso diretto.