Consiglio regionale
del Piemonte




Relazione al Disegno di legge regionale n. 133.

Ulteriori modificazioni alla legge regionale 18 marzo 1982, n. 8 (~S.I.TO~)



La 1^ Commissione ha esaminato nella seduta di venerdì 25 febbraio c.a. il DDL 660: "Ulteriori modificazioni alla legge regionale 18 marzo 1982, n. 8 'Partecipazione della Regione Piemonte alla Società Interporto di Torino ( S.I.TO ) S.p.A.'".
- In considerazione della mutata situazione in cui si colloca la realizzazione dell'interporto la Giunta ha proposto le ulteriori modifiche all'art. 5 della l.r. 8/1982.
- Nel dibattito intercorso in Commissione è emerso che gli obiettivi e le esigenze che avevano portato alla stesura del testo, attualmente in vigore, sono profondamente mutati nel corso degli anni. Le richieste del mercato, in continua evoluzione, hanno comportato e comportano il costante aggiornamento delle previsioni iniziali.
- Di conseguenza è stata evidenziata la necessità di conciliare le richieste degli operatori trasportistici, che si collocano nel breve termine, con le procedure di adempimento degli Uffici Amministrativi Regionali, che, per lo svolgimento degli iter di esproprio, debbono farsi carico di costi e lavoro.
- Il testo legislativo contiene inoltre la modifica della percentuale di aree da cedere alla S.I.TO S.p.A. in proprietà. In tal modo è possibile allocare nell'interporto un maggior numero di operatori, valorizzando maggiormente l'iniziativa ed evitando inutili sprechi di aree. Ciò è consentito dalla legge 865/1971 modificata in tal senso dalla penultima legge finanziaria.
- I vantaggi che ne derivano sono consistenti. Innanzittutto si ha una velocizzazione delle procedure amministrative relative alla acquisizione delle aree, e quindi un rapido svolgimento di tutte le pratiche burocratiche e amministrative da parte della Società S.I.TO con conseguente sgravio per gli Uffici Regionali. Ne deriva un'accelerazione dell'adeguamento alle esigenze del mercato e del soddisfacimento delle richieste degli operatori del settore. Infine, come ricaduta, si ha una migliore allocazione, all'interno dell'interporto, di un maggior numero di operatori del settore trasporti, con favorevoli riflessi per l'occupazione e per la concentrazione del trasporto merci, evitando di caricare gli oneri di una parte delle aree inutilizzate alla Regione Piemonte.
- La 1^ Commissione nella stessa seduta ha licenziato a maggioranza il DDL rimettendolo all'Aula.