Relazione alla Proposta di legge regionale n. 459.
Modifica alla l.r. 21 marzo 1984, n. 18 'Legge generale in materia di opere e lavori pubblici '
Con questa proposta di legge si intende abrogare il Comitato regionale per le Opere Pubbliche ( CROP ), istituito con L.R. n. 18 del 21 marzo, 1984, che esprime parere obbligatori sui progetti di opere pubbliche d'importo superiore a 500 milioni, redatti da Enti Locali territoriali e da Enti Pubblici operanti sul territorio regionale
Con il passare degli anni, infatti, il CROP si e' rivelato un organismo inadeguato a "razionalizzare e a snellire le procedure e le modalita' di intervento" nel settore dei lavori pubblici, obiettivo espressamente indicato nell'art. 1 della L.R. n. 18.
L'esame al CROP dei progetti di lavori pubblici determina infatti un ritardo medio di sei mesi nella realizzazione delle opere, che si aggiunge a quello conseguente all'applicazione della complessa legislazione nazionale.
Considerato che nel 1997 il CROP ha esaminato progetti di opere pubbliche per un valore di 958 miliardi circa (nel 1996 di 1.604 milioni), e' evidente la consistenza del costo determinato dalla procedura amministrativa attuale.
E' convinzione dei proponenti che la Regione possa raggiungere gli obiettivi della L.R. n. 18 dettando norme amministrative e tecniche a cui devono attenersi progettisti ed Enti pubblici.
Occorre, in sostanza, dare attuazione al principio contenuto al capo V del Decreto Legislativo 112 del 1998 in attuazione della Legge Bassanini n. 59 del 1997: le funzioni di valutazione tecnica dei progetti di opere pubbliche devono seguire la competenza delle opere, lo Stato per le sue opere, Regioni ed Enti locali, con proprie strutture, per le loro.
La proposta di abolizione del CROP viene avanzata non casualmente nel momento in cui e' stato avviato il processo di attuazione del federalismo amministrativo, dal momento che una utile e corretta attuazione della legge 59/97 richiede che la ridistribuzione dei compiti e delle funzioni amministrative tra Regione ed Enti Locali sia preceduta da una profonda rivisitazione delle procedure amministrative regionali, che vengono normalmente ritenute immodificabili soltanto perche' consolidate nel tempo.
La proposta di abolizione del CROP in questo senso indica anche un metodo che e' indispensabile applicare in tutti i settori regionali, altrimenti si rischia di decentrare e moltiplicare per il numero delle Provincie e dei Comuni le disfunzioni regionali, rendendo l'amministrazione pubblica nel suo complesso meno efficiente dell'attuale.
E questo sarebbe il fallimento del federalismo amministrativo.