Consiglio regionale
del Piemonte




Relazione al Disegno di legge regionale n. 451.

Sottoscrizione di nuove azioni della Rete Telematica Piemontese S.p.A.



La "Rete Telematica Piemontese" S.p.A. e' sorta nel 1990 su iniziativa della Regione (legge regionale 23 gennaio 1989, n. 9) al fine di creare un soggetto imprenditoriale in grado di "offrire e gestire servizi telematici a valore aggiunto nell'ambito del territorio piemontese"
L'iniziativa riusci' a coinvolgere importanti e qualificati partners dell'imprenditoria privata (Olivetti S.p.A., Cedacri Ovest S.p.A.), pubblica (Telecom Italia S.p.A.), e finanziaria (Istituto San Paolo, C.R.T. Banca Regionale Europea), e le adesioni furono probabilmente al di sopra delle aspettative tant'e' che l'apporto regionale di capitale previsto nella legge autorizzata in un massimo di 2 miliardi fu poi, in effetti, limitato a lire 1.236.000.000 (pari al al 33% del capitale sociale).
L'attivita' gestoria si oriento' sin dall'inizio su due direttrici: una prima consistente nella gestione della rete telematica piemontese (che allora sostanzialmente coincideva con quella del ramo finanziario dell'Istituto Bancario San Paolo), una seconda nell'applicazione di sistemi informatici su dati di rilievo ambientale.
Ceduto nel 1994 al suo principale utilizzatore il ramo aziendale che prevedeva la gestione telematica e pur cercando di ampliare il proprio core business al complesso dei servizi telematici ed informatici, la capacita' della societa' di inserirsi proficuamente sul mercato e' andata man mano affievolendosi denotando una scarsa propensione alla progettualita' di prodotti innovativi.
E' soltanto in questi ultimi anni che il management della societa' ha intrapreso una politica piu' aggressiva, dapprima dotandosi di una struttura che, seppur numericamente ridotta, fosse in grado di operare attivamente, quindi acquisendo importanti attrezzature produttive (quali il centro di telelavoro/videoconferenza ed il call center) ed infine proponendosi quale interlocutore privilegiato in settori di grande interesse strategico quali la sanita', il lavoro, la formazione professionale e l'ambiente.
Il ritrovato slancio operativo e la mole di investimenti ad esso collegati, hanno indotto il Consiglio di Amministrazione a richiedere ai soci nuovo capitale di rischio; l'assemblea straordinaria del 27 ottobre 1997 ha aderito a detta richiesta deliberando l'aumento del capitale sociale da lire 2.387.952.000 a lire 2.890.272.000 mediante l'emissione di n. 78.000 azioni del valore nominale di lire 6.240.
La Regione intende partecipare all'operazione di ricapitalizzazione, oltre che per la quota di propria pertinenza, anche attraverso l'acquisto delle azioni che risultino non sottoscritte dagli altri soci.
Si ritengono infatti pienamente condivisibili le linee di politica aziendale delineate dal Consiglio di Amministrazione che orientano l'azione della societa' in settori di intervento di grande interesse per la Regione e nei quali il know how in possesso di R.T.P. puo' rappresentare un utile elemento per il miglioramento qualitativo dei servizi erogati.
Va peraltro significato che l'entita' degli oneri assunti (delimitati in un massimo di Lire 502.320.000) e' tale che, anche se sommati all'iniziale esborso sostenuto in sede costitutiva, risultano comunque inferiori alla previsione effettuata dal legislatore nel 1989, a testimonianza di come il rinnovato impegno regionale in R.T.P. risulti del tutto compatibile con le originarie previsioni di spesa.
Valutata l'imminente scadenza dei termini per la sottoscrizione delle azioni (30.10.1998) si richiede l'urgenza della legge.
Nel caso in cui non sia possibile provvedere alla sottoscrizione delle azioni in tempo utile si prevede sin d'ora che, qualora gli organi sociali intendessero reiterare l'aumento di capitale nella stessa misura gia' deliberata, la Regione sottoscrivera', oltre alla quota di propria spettanza, anche quelle azioni che risultassero inoptate dagli altri soci.