Consiglio regionale
del Piemonte




Dati di iter della legge

Proposta di legge regionale, n. 5200.

Istituzione del parco naturale delle sorgenti del Belbo.

Presentata da BRESSO MERCEDES, MIGLIO MARIO, RIBA LIDO, RIVALTA LUIGI.

Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13
All. planimetria

Art. 1.
(Istituzione del parco naturale.)

1. Ai sensi della legge regionale 22 marzo 199O n. 12 e' istituito con la presente legge il parco naturale delle sorgenti del Belbo.

Art. 2.
(Confini.)

1. I confini del parco naturale incidenti nei Comuni di Montezemolo, Saliceto, Camerana, Sale delle Langhe, Mombarcaro, Sale S.Giovanni sono quelli individuati nell'allegata planimetria a scala 1:25.OOO facente parte integrante della presente legge.
2. I confini del parco naturale sono definiti da tabelle da collocarsi, in modo visibile, nei punti di accesso delle strade della zona e portanti la scritta: "Regione Piemonte, parco naturale delle sorgenti del Belbo".
3. Le tabelle devono essere mantenute in buono stato di conservazione e di leggibilita'.

Art. 3.
(Finalita'.)

1. Nell'ambito e a completamento dei principi generali indicati nell'Art. 1 della legge regionale 22 marzo 199O n. 12 le finalita' di istituzione del parco naturale delle sorgenti del Belbo sono specificate secondo quanto segue:
a) tutelare e conservare le caratteristiche naturali, ambientali e paesaggistiche della zona delle sorgenti del Belbo in funzione della salvaguardia ambientale e dell'uso sociale di tali valori;
b) organizzare il territorio per la fruizione a fini ricreativi, didattici, scientifici, culturali, nonche', compatibilmente con le finalita' del Parco, per fini turistici e agri-turistici;
c) promuovere la qualificazione delle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni locali anche favorendo forme di cooperazione per la valorizzazione delle attivita' del parco e per la conservazione dei beni ambientali;
d) promuovere e valorizzare le attivita' agro-silvo pastorali garantendo la continuita' delle medesime come indispensabile fattore per il mantenimento dei valori ambientali e paesaggistici della zona.

Art. 4.
(Durata della destinazione.)

1. La destinazione a parco naturale, attribuita con la presente Legge al territorio individuato nell'Art. 2, ha la durata di 99 anni, prorogabile alla scadenza.

Art. 5.
(Consiglio Direttivo.)

1. Le funzioni di direzione e amministrazione delle attivita' necessarie per il conseguimento delle finalita' di cui all'Art. 3 sono esercitate da un Consiglio Direttivo composto da:
a) tre rappresentanti di cui uno della minoranza dei Comuni di Montezemolo, Saliceto, Camerana, Sale delle Langhe, Mombarcaro, Sale S. Giovanni;
b) tre rappresentanti designati dal Consiglio della Comunita' Montana Alta Langa;
c) tre rappresentanti designati dal Consiglio della Comunita' Montana Alta Val Tanaro, Mongia, Cevetta;
d) due rappresentanti nominati dalla Comunita' Montana Alta Langa e due nominati dal Consiglio della Comunita' Montana Alta Val Tanaro, Mongia, Cevetta, su designazione delle Associazioni ambientaliste rappresentative a livello regionale;
e) due rappresentanti nominati dalla Comunita' Montana Alta Langa e due nominati dal Consiglio della Comunita' Montana Alta Val Tanaro, Mongia, Cevettta, su designazione delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale.
2. Il Consiglio Direttivo adotta entro 9O giorni dalla sua costituzione, lo Statuto del parco. Lo Statuto e' approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale.
3. Lo Statuto deve prevedere:
a) la Giunta esecutiva, il Presidente e il Vicepresidente da eleggersi fra i membri del Consiglio Direttivo.
4. Lo Statuto deve altresi' prevedere le forme di consultazione e partecipazione in modo da coinvolgere nelle attivita' del parco le popolazioni residenti.
5. I membri del Consiglio Direttivo e il Presidente durano in carica sino al termine del mandato dei Consigli che li hanno nominati e possono essere rinominati.
6. Il Consiglio Direttivo, nello svolgimento delle proprie funzioni, si avvale del Comitato Tecnico Scientifico di supporto alla politica regionale delle aree protette, istituito dal Consiglio regionale.
I membri del Comitato Tecnico Scientifico possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, alle quali devono essere invitati.
7. Per l'espletamento delle funzioni di cui al 1. comma del presente Articolo il Consiglio Direttivo utilizza il personale di cui al successivo Art. 6.

Art. 6.
(Personale.)

1. L'ordinamento e la pianta organica del personale del parco sono disciplinati con legge regionale sentito il Consiglio Direttivo.

Art. 7.
(Controllo.)

1. Il parco naturale delle Sorgenti del Belbo ha un proprio bilancio.
2. Il bilancio preventivo, i rendiconti consuntivi, patrimoniali ed economici devono essere presentati dal Consiglio Direttivo, alla Giunta regionale.
3. I bilanci di cui al comma precedente devono essere approvati dalla Giunta regionale. L'esercizio finanziario coincide con l'anno solare.
4. Le deliberazioni del Consiglio direttivo diventano esecutive dopo l'approvazione, con deliberazione, da parte della Giunta regionale.

Art. 8.
(Norme vincolistiche.)

1. Sull'intero territorio del parco naturale, oltre al rispetto delle leggi statali e regionali in materia di tutela dell'ambiente, della flora e della fauna, nonche' delle leggi sulla caccia e' fatto divieto:
a) aprire e coltivare cave e torbiere. E' consentito il ricavo di sabbie e ghiaie per i lavori inerenti ad opere approvate dal Consiglio Direttivo;
b) esercitare l'attivita' venatoria. Sono consentiti gli interventi tecnici di cui alla legge 8 giugno 1989 n. 86 sulla gestione faunistica;
c) alterare e modificare le condizioni naturali di vita degli animali;
d) danneggiare e distruggere i vegetali protetti con deliberazione del Consiglio Direttivo sentito il Comitato Tecnico Scientifico;
e) abbattere o comunque danneggiare gli alberi che abbiano un particolare valore ambientale e/o scientifico;
f) asportare rocce o minerali;
g) costruire nuove strade e ampliare le esistenti se non in funzione delle attivita' agro-silvo pastorali presenti sul territorio e della fruibilita' pubblica del parco;
h) esercitare attivita' ricreative e sportive con mezzi meccanici fuoristrada;
i) effettuare interventi di costruzione di edifici o di strutture stabili o temporanee che possano deteriorare le caratteristiche ambientali dei luoghi.
2. Le norme relative alla utilizzazione delle aree boschive del territorio del parco saranno previste in apposito piano di assestamento forestale.
3. Con regolamento approvato dal Consiglio regionale, sentito il parere del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico, saranno fissate norme specifiche sulle modalita' di fruizione del parco e saranno specificate le sanzioni per i trasgressori.

Art. 9.
(Sanzioni.)

1. Le violazioni al divieto di cui alla lettera a), 1. comma, dell'Art. 8 della presente Legge, comportano la sanzione amministrativa da un minimo di lire 3.OOO.OOO ad un massimo di lire 5.OOO.OOO per ogni 1O mc. di materiale rimosso.
2. Le violazioni ai divieti di cui alle lettere c), d), e), f), h) 1. comma del precedente Art. 8 comportano la sanzione amministrativa da un minimo di lire 5O.OOO ad un massimo di lire 1.OOO.OOO, in relazione alla gravita' del fatto commesso.
3. Le violazioni ai divieti di cui alle lettere i) e g) 1. comma, ed alle limitazioni di cui al 2. e 3. comma del precedente Art. 8 comportano la sanzione amministrativa da un minimo di lire 5.OOO.OOO ad un massimo di lire 1O.OOO.OOO.
4. I tagli boschivi effettuati in difformita' dalla previsione di cui all'Art. 12 della legge regionale 4 settembre 1979, n. 57 comportano la sanzione amministrativa da un minimo di lire 1.OOO.OOO ad un massimo di lire 5.OOO.OOO, per ogni ettaro o frazione di ettaro di terreno su cui e' stato effettuato il taglio boschivo.
5. Le violazioni ai divieti richiamati al presente articolo comportano, oltre alle sanzioni amministrative previste, l'obbligo, se possibile, del ripristino da realizzarsi in conformita' alle disposizioni formulate in apposito decreto del Presidente della Giunta regionale.
6. Delle violazioni viene redatto, dal personale di vigilanza, un verbale che dovra' essere trasmesso entro 15 giorni al Presidente della Giunta regionale, il quale, con proprio provvedimento da notificare al trasgressore, contesta l'infrazione e determina l'entita' della sanzione.
7. Contro tale provvedimento l'interessato puo' produrre, entro 3O giorni dalla data della notifica, ricorso alla Giunta regionale, la quale si pronunziera' entro 9O giorni.
8. Per le violazioni al divieto di cui alla lettera b) del precedente Art. 8 si applicano le sanzioni previste dalle vigenti leggi dello Stato e della Regione.
9. Le somme riscosse ai sensi del presente Articolo saranno introitate nel bilancio della Regione.

Art. 10.
(Vigilanza.)

1. La vigilanza del parco naturale e' affidata:
a) al personale del parco e di polizia urbana e rurale dei Comuni i cui territori sono parte integrante del parco;
b) alle guardie giurate volontarie nominate in conformita' all'Art. 138 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773 e che abbiano prestato giuramento davanti al Pretore.

Art. 11.
(Piano dell'area e piano di assestamento.)

1. La Giunta regionale, sentito il Consiglio Direttivo e i Comuni interessati, predispone entro 6 mesi dalla approvazione della presente legge il Piano dell'area della zona destinata a parco e il piano di assestamento forestale.
2. Il piano dell'area avra' il compito di:
1. individuare:
a) le zone paludose e i territori di rilevante interesse scientifico; b) le zone di interesse naturalistico; c) le aree attrezzate a sostegno delle attivita' didattiche, scientifiche, turistiche e agri-turistiche;
2. di promuovere:
a) la protezione ambientale e naturalistica dell'intero territorio;
b ) gli interventi per la realizzazione di strutture e attrezzature per le attivita' scientifiche e didattiche;
c) gli interventi per lo sviluppo delle attivita' turistiche, agri-turistiche e di fruizione sociale del Parco;
d) l'accesso agli interventi finanziari necessari anche in riferimento ai capitali di bilancio relativi alle attivita' di forestazione, turistiche e agricole.
3. La Giunta regionale considera gli interventi di cui alla lettera d) prioritari nella attuazione delle politiche settoriali della Regione.

Art. 12.
(Norme finanziarie.)

1. Agli oneri per la gestione del parco naturale sorgenti del Belbo, si fara' fronte per l'anno 1991 con uno stanziamento di 1OO milioni e con l'istituzione di un apposito capitolo dal titolo: "Assegnazione regionale per le spese di gestione del parco naturale delle sorgenti del Belbo".

Art. 13.
(Entrate.)

1. I proventi derivanti dalle sanzioni di cui al precedente Art. 9 saranno iscritti in un apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate del bilancio per l'anno finanziario 1992 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci successivi.

Allegato planimetria

OMISSIS